Nutrizione enterale, parenterale, e combinazione di enterale/parenterale, in adulti ricoverati in terapia intensiva
Citation: Lewis SR, Schofield-Robinson OJ, Alderson P, et al. Enteral versus parenteral nutrition and enteral versus a combination of enteral and parenteral nutrition for adults in the intensive care unit. Cochrane Database of Systematic Reviews 2018; (6): CD012276.
Di cosa si tratta? Certi pazienti affetti da COVID-19 si ammalano gravemente e necessitano di cure nei reparti di terapia intensiva. Questa condizione potrebbe interrompere le loro abitudini alimentari e ridurre il loro appetito o aumentare il rischio di nausea e vomito, causando malnutrizione. I metodi per soddisfare il bisogno nutrizionale comprendono la nutrizione enterale (NE) e la nutrizione parenterale (NP), o una combinazione di entrambe.
In questa revisione sistematica della letteratura (Cochrane) sono stati ricercati studi clinici randomizzati e quasi-randomizzati che hanno confrontato la NE, la NP e la loro combinazione nei pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva. Non sono state imposte restrizioni relative alla lingua di pubblicazione e le ricerche sono state condotte nell’ottobre del 2017. Sono stati inclusi nella ricerca 23 studi randomizzati e due quasi-randomizzati. Undici ulteriori studi sono in attesa di valutazione.
Cosa funziona: La nutrizione enterale potrebbe ridurre il rischio di sepsi. Un minor numero di pazienti sviluppa sintomi di vomito seguendo un’alimentazione parenterale, anziché enterale, ma rimane scarsa la certezza su queste evidenze.
Cosa non funziona: Niente da segnalare
Cosa rimane incerto: Gli effetti di queste due differenti vie di alimentazione sugli outcome clinici, come la mortalità ospedaliera, la mortalità entro 90 giorni o il numero di giorni senza ventilazione e gli effetti indesiderati come la polmonite, non sono chiari.